Se puoi respirare, puoi fare Yoga


Può sembrare strano pensare che lo Yoga possa essere accessibile a chiunque, dovunque ed in ogni epoca, eppure è così!


“If you can breathe, you can do Yoga”
Tirumalai Krishnamacharya


Quando si parla di Yoga siamo comunemente indotti ad immaginare nelle nostre menti posizioni mostruosamente articolate – al cui solo pensiero sopravvengono crampi ed indolenzimenti – o anche peggio. “Che Dio me ne scampi” vien da dirsi.

Tutto ciò è frutto di una visione estremizzata e monca dello Yoga: esso è visto, perlomeno in Occidente, come uno sport. Non più di una sana attività fisica con evidenti benefici. Indubbiamente, ma fermarsi qua è quasi un delitto.

Lo Yoga non è uno sport, è unione. Unione di cosa? Di mente e corpo. In questo senso, lo Yoga non è un viaggio oltre, è un viaggio dentro di se’; uno riscoprire, non un trovare qualcosa di nuovo.

Tutta la valenza che riscuote la ricerca della perfezione fisica perde dunque di senso in un’ottica più profonda: riuscire ad eseguire una Vrischikasana (posizione dello scorpione) in maniera eccelsa non è sinonimo di consapevolezza interiore accresciuta: il corpo è il mezzo, non il fine.

Estremizzando il concetto potremmo forse dire che lo Yoga non lo si pratica, lo si vive interiormente.

Dunque, caro lettore, cosa aspetti ad intraprendere il tuo viaggio?