Approfondimenti

Yoga Nidra: il potere del sonno cosciente

“L’oceano diventa il giaciglio di Vishnu, dalla pelle di loto, quando alla fine di ogni Yuga (era, n.d.r.) quella divinità dal potere incommensurabile, gode dello Yoga Nidra, il sonno profondo sotto l’incantesimo della meditazone spirituale.”

Mahābhārata, Libro I, Cap. XXI

  • Introduzione
    Yoga Nidra deriva dall’unione dei termini sanscriti yoga e nidra, il cui significato letterale è “sonno”. Yoga Nidra significa dunque “Yoga del sonno“.
    In generale, lo Yoga Nidra è un metodo sistematico per indurre un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale.
    Durante la pratica si appare come addormentati, ma la coscienza agisce ad un livello più profondo ed è attenta e vigile. Per questo motivo si parla spesso di “sonno psichico” “sonno yogico”. Durante la pratica dello Yoga Nidra, solo l’udito rimane attivo mentre gli altri sensi riposano. Questo consente un profondo stato di rilassamento in cui il contatto tra mondo cosciente e subcosciente è spontaneo, attingendo alla reattività della nostra mente che normalmente è sopraffatta dagli stimoli esterni.

 

  • L’arte e la scienza del rilassamento
    Rilassarsi…sembra facile: ci si sdraia e si chiudono gli occhi.
    Tuttavia è proprio in quel momento che la mente, se è possibile, si agita ancora di più ed i muscoli si irrigidiscono o si contraggono.
    Proprio perché il vero rilassamento è così difficile da ottenere che le persone ne trarranno un grande beneficio.
    Rilassamento vuol dire lasciare andare contemporaneamente le tensioni del corpo e della mente. Che poi non è che la funzione primaria del sonno. Tuttavia oggigiorno neanche il sonno riesce ad assolvere completamente il suo compito; per questo motivo accade di risvegliarsi a volte ancora esausti. Essere capaci di rilassarsi rende capaci di recuperare le forze mentali e psichiche per essere in grado di maggiore concentrazione e forza di volontà. Rilassarsi sviluppa una grande forza di volontà.

I meccanismi della tensione
L’origine della tensione è il conflitto d’interesse tra noi e l’ambiente circostante. Quando la nostra interiorità non rispecchia l’ambiente esterno sorgono tensioni, fisiche e mentali.
I fattori che non permettono all’essere umano di adattarsi all’ambiente sono i sentimenti negativi, quali la paura, l’odio, l’antipatia, la gelosia, e così via. Tali sentimenti si accumulano in strati, a partire dalla nascita, nel nostro subconscio ed hanno grande influenza su di noi manifestandosi come paure e complessi.

Manifestazioni fisiche della tensione mentale
L’instaurarsi di pensieri e sentimenti negativi influenzano il tono muscolare in modo che i muscoli vengano contratti come per compiere un’azione che però non avrà luogo. In questo modo vi è uno spreco dell’energia vitale, paragonabile a lasciare le luci accese in un’auto in sosta: le batterie si scaricheranno inevitabilmente.
Ogni disturbo psico-fisiologico, ogni emozione negativa causa interferenza ed impedisce il naturale rilassamento e fa sì che il tono muscolare mantenga una tensione innaturale.
Il risultato di questa tensione continua è una condizione di spossatezza cronica.

Le persone che sono continuamente sottoposte a questo tipo di tensioni sono portate ad essere tese nel corpo e nella mente.  La maggiore richiesta di energia da parte della muscolatura tesa richiede al sistema sanguigno, quello respiratorio, etc. di lavorare di più per mantenere l’elevata richiesta di energia. Il corpo lavora quindi sempre sotto sforzo e più del necessario.

Fra gli altri effetti della tensione è importante menzionare la produzione di adrenalina; una volta prodotta dalle ghiandole surrenali essa viene iniettata nel sistema sanguigno. E’ un meccanismo istintivo che prepara il corpo a reagire prontamente in situazioni di emergenza. L’adrenalina irrigidisce i muscoli, restringe i vasi sanguigni ed incrementa i battiti cardiaci e respiratori: tutte misure che occorrono per fronteggiare eventuali pericoli. Una produzione continua di adrenalina ci tiene incessantemente in guardia due punte rilassarsi non è ovviamente possibile.

La tensione fa inoltre sì che l’intero sistema endocrino sia costretto a lavorare a ritmi elevati per poter gestire adeguatamente le esigenze energetiche di un corpo continuamente sotto sforzo. Ciò conduce a disfunzioni e deficienze, che sono a loro volta la causa di molti disturbi odierni – diabete, sterilità, ulcere, infarti e così via. Anche i problemi digestivi sono generalmente causati dalla tensione. A ciò si aggiunge il fatto che chi è teso e normalmente portato a mangiare più in fretta, a scapito della corretta masticazione e successiva digestione.

Ciò che risulta da questo quadro è che il corpo è via via indebolito da questa tensione e diviene contemporaneamente meno abile a combattere l’insorgere di infezioni batteriche.

Tecniche di rilassamento
Come possiamo dunque rilassarci e farlo bene? L’uomo moderno tende a lavorare mentalmente di sottofondo durante ogni sua attività. Il primo passo per potersi rilassare e quindi quello di cessare a livello conscio i pensieri riguardanti ciò che è stato fatto punto non è necessario soffermarsi e rimuginare troppo lungo sui nostri problemi. La mente subconscia possiede infatti grandi capacità – spesso sottovalutate – nel risolvere problemi senza che il processo di pensiero debba venire ad un livello più propriamente conscio.

Le tecniche di rilassamento cominciano dal distogliere la nostra consapevolezza ed attenzione da pensieri carichi di emozioni e dirigerle invece verso attività emotivamente neutra quali la presa di coscienza del nostro respiro ho diverse parti del nostro corpo.  Le tecniche di rilassamento fanno allora cessare l’incessante fu utile soffermarsi sui nostri problemi; contemporaneamente i muscoli sono consapevolmente rilassati.

I più tuttavia, potrebbero riscontrare difficoltà in questo processo: ogni tecnica di rilassamento richiede che i muscoli vengano consapevolmente rilassati punto in questo modo i neuroni sensoriali e i neuroni motori cessano ogni loro attività. ciò induce ad una perdita graduale di consapevolezza del proprio corpo. Quanto più si è rilassati, tanto più tale “disconnessione” è profonda e potente. questa dissociazione provoca molti benefici: le cellule muscolari, le cellule neuronali, le cellule organiche, i vasi sanguigni, ecc. vengono totalmente rilassati ed in questo modo sono rivitalizzati.

Solo ora la mente può concedersi una pausa dal continuo flusso di dati sensoriali che riceve dal corpo e dal mondo esterno, allontanandosi per un po’ da preoccupazioni e problemi con un immediato effetto calmante.

Il grado di beneficio derivante dalla pratica è direttamente proporzionale al grado di consapevolezza mentale raggiunto durante rilassamento, e pochi minuti di rilassamento possono essere più riposanti di molte ore di sonno.

Molti disturbi sono causati dalle inibizioni imposte sulle funzioni corporee dai centri più elevati della nostra mente. Ritirando quindi la nostra consapevolezza dal corpo fisico i centri più bassi della mente possono compiere il loro dovere senza interferenze. Ciò fa sì che il normale equilibrio nel tono muscolare e nel sistema endocrino sia ripristinato.

La consapevolezza verso differenti parti del nostro corpo fa sì che paura e rabbia scompaiano. In questo modo le ghiandole surrenali cessano di produrre adrenalina. L’intero sistema corporeo e mentale viene dunque portato al riposo. E’ importante realizzare come senza rilassamento sia de facto impossibile poter praticare Yoga Nidra.

yoga nidra

Che cosa non è rilassamento
Poche persone sono consce del reale significato del rilassamento. Ciò risulta ovvio se si osservano alcuni dei metodi che l’uomo moderno adotta per rimuovere la tensione: televisione, radio, smartphones, tranquillanti, alcolici…solo per citarne alcuni. Tali metodi non concedono che una limitata tregua alle tensioni grossolane, mentre causano altre problematiche (e quindi, altre tensioni).

Può essere Infatti piacevole accendere la TV dopo una giornata di duro lavoro, sennonché ciò non conduce a un vero rilassamento. La mente viene letteralmente bombardata con immagini e suoni che tendono ad aumentare il caos interiore anziché attenuarlo. La TV può al più portare un po’ di rilassamento offrendo una mera fuga dalla realtà.

E’ la percezione profonda del proprio essere interiore che invece conduce ad un rilassamento profondo e duraturo. I metodi prima citati invece falliscono, conducendo anzi nella direzione opposta: distrazione cronica e attaccamento al mondo dei fenomeni esterni.

 

  • Yoga Nidra e rilassamento

Nello Yoga di rilassamento è definito come uno stato e qui c’è libertà della tensione fisica, mentale ed emozionale. Pratiche come lo Yoga Nidra sono pensate per rimuovere sistematicamente tensioni su tutti questi tre livelli.

Lo Yoga Nidra induce un rilassamento profondo in tutto il corpo fisico: i muscoli, i nervi, il cuore, il respiro, la circolazione sanguigna, i legamenti, il cervello, gli occhi, l’addome, la fronte, i reni…tutto il corpo viene metodicamente rilassato.

Successivamente, lo Yoga Nidra rilascia gradualmente le tensioni che sono nascoste in profondità nella nostra mente. Questo naturalmente non accade da un momento all’altro, richiede tempo ed una pratica regolare di Yoga Nidra, assieme ad altre forme di yoga. In questo modo paura, rabbia, gelosia e altre emozioni responsabili delle tensioni, vengono rilasciate. tutte queste emozioni vengono portate l’ho scoperto, alla percezione consapevole e quindi abbandonate. Queste emozioni scompaiono e cessano di turbare e di influenzare negativamente le nostre vite.

Lo Yoga Nidra affronta direttamente la tensione mentale, che può essere ricondotta a quegli aspetti della mente che si basa su ignoranza e pensieri errati punto è siamo Infatti devi stabilmente influenzati dalle circostanze della vita. queste producono tensione. Lo Yoga Nidra aiuta quindi a diminuire pian piano questi aspetti negativi, acquistando col tempo una visione più profonda del nostro essere e della natura dell’esistenza stessa.

Si può iniziare ad esplorare le profondità e le vette della nostra mente. tutto questo conduce uno stato di rilassamento sempre più permanente. Il vero rilassamento arriva solo quando si è raggiunto lo stato che si potrebbe definire di consapevolezza spirituale: in questo modo si può vedere un disegno ed un ordine dietro gli eventi e si abbandona al fiume della vita mentre le preoccupazioni cessano. Questo è il vero rilassamento.

E’ possibile raggiungere tale condizione con la pratica dello Yoga in generale e lo Yoga Nidra è uno strumento in più che abbiamo disposizione.

Differenze fra sonno e Yoga Nidra
Benché lo Yoga Nidra si riveli un efficace metodo per indurre il sonno, vi è una grande differenza fra sonno e Yoga Nidra.  In Sanscrito, nidra significa sonno; nello stato di nidra si perde coscienza del mondo interiore ed esterno.

Nello Yoga Nidra, invece, mentre si perde conoscenza del mondo esterno, la consapevolezza del mondo interiore rimane. Yoga Nidra è quindi un sonno cosciente.

A seconda della pratica che si svolge si può dividere generalmente lo Yoga nidra in tre stadi:

    1. Sonno
      Ad una persona stanca, esausta e costantemente preoccupata, lo stato di Yoga Nidra corrisponde ad una cosa sola: un sonno profondo e ristoratore. Non c’è assolutamente niente di male a ricorrere allo Yoga Nidra per dormire, dal momento che un sonno profondo ha molteplici benefici.
      Coll’affinarsi della pratica diviene sempre più facile rimanere mentalmente vigili.
    2. Sonno psichico
      Per chi pratica yoga da qualche anno, lo Yoga Nidra si traduce uno stato di sogno consapevole, dove si possono avere visioni della mente subconscia. La sensazione è quella di indugiare una condizione a metà fra il sonno è uno stato vigile. In questo stato di Yoga Nidra, si affrontano i problemi sepolti nel subconscio ed una pratica regolare “pulisce” ed affina la mente.
    3. Sonno insonne
      Questo è lo stadio più elevato di Yoga Nidra, dove ci si bilancia sul filo fra introversione ed estroversione. Questo è il percorso del nadi sushumna e corrisponde al risveglio della Kundalini, l’energia dormiente. È questa la condizione beata e mistica dello Yoga che viene descritta come super-coscienza.

yoga nidra

Le partiture della mente
Yoga Nidra è un metodo per esplorare i diversi livelli della mente. Secondo alcune scuole di pensiero della moderna psicologia, esistono tre dimensioni mentali: conscio, subconscio e inconscio.
Anche le Māndūkya Upanishad classificano la mente su tre livelli: jagrat, swapna e sushupti. La terminologia yogica e quella della moderna psicologia sono direttamente legate come segue:

jagrat mente conscia

stato di risvegli

pensieri superficiali e percezione del mondo esterno

sthula (mondo grossolano)

 

swapna

 

mente subconscia

stato di sogno

memoria e mente individuale

sukshma (mondo sottile)

sushupti mente inconscia

stato di profondo sonno cosciente

memoria

karana (mondo causale)

Lo Yoga Nidra comincia dallo stadio di swapna, ovvero l’esplorazione della mente subconscia.  per chi padroneggia lo Yoga nidra, la profondità della percezione può essere tale da entrare in contatto con sushupti, la mente inconscia, ed esplorarla.

yoga nidra

  • Struttura generale della pratica

Lo Yoga nidra può essere suddiviso generalmente nelle seguenti fasi:

    1. Preparazione iniziale del corpo;
    2. Rilassamento preliminare del corpo fisico ;
    3. Rilassamento preliminare della mente;
    4. Sankalpa;
    5. Rotazione della consapevolezza attraverso diverse parti del corpo;
    6. Visualizzazione​;
    7. Riflessione e consapevolezza del simbolo;
    8. Sankalpa;
    9. Ritorno alla consapevolezza esterna.

Queste fasi sono sequenziali. Approfondiamo brevemente ora alcuni aspetti:

    1. Sankalpa
      La parola sanscrita sankalpa può essere tradotta come “fermo proposito” o “risoluzione“.  Il sankalpa prende forma di una breve frase mentale che viene impressa nel subconscio durante la pratica dello Yoga Nidra. E’ un metodo potente per cambiare il proprio stile di vita, raggiungere traguardi e rimuovere blocchi negativi e conflitti mentali.
      E’ un dato di fatto che i pensieri passati ci hanno infatti condotti alla personalità attuale: il pensiero di oggi quindi determinerà il nostro futuro. Per mezzo di un pensiero sotto forma di un forte sankalpa, è allora possibile cambiare il proprio destino.
      La scelta del sankalpa è un argomento degno di un altro approfondimento, per ora basti al lettore sapere che il sankalpa è personale e che non dovrebbe essere mai cambiato prima di aver raggiunto l’obiettivo prefissato.
    2. Rotazione della consapevolezza
      La rotazione della consapevolezza attraverso diverse parti del proprio corpo fisico è un aspetto fondamentale della pratica dello Yoga Nidra. E’ un modo sistematico per ritirare ogni percezione del mondo esterno, indurre l’introspezione ed un profondo rilassamento di mente corpo.
      Secondo le scritture yogiche esistono 76 centri fisici nel corpo. Tecnicamente, essi vengono chiamati angasthana e adhara. Durante la pratica questi centri vengono richiamati all’attenzione della coscienza interiore. Lo Yoga nidra si traduce quindi in uno stato di pratyahara (il ritiro dei sensi) in cui le percezioni del mondo esterno – sotto forma di sapore, olfatto, udito, vista e tatto – cessano: in questo modo la coscienza può direzionarsi verso l’interno.E’ degno di nota che la tecnica della rotazione della consapevolezza abbia un ruolo cardinale anche nella meditazione Vipassanā.
    3. Visualizzazione
      La visualizzazione mentale è un altro punto essenziale dello Yoga Nidra. Il suo scopo è quello di stimolare il livello conscio ed inconscio della mente. Ciò aiuta ulteriormente a far scomparire i sentimenti repressi ed i ricordi liberando la mente dalle tensioni.
      Ad un livello più profondo, l’uso di simboli specifici può indurre la percezione degli strati inconsci della mente, ovvero quegli aspetti dell’essere che sono al momento tenuti all’oscuro.
      La visualizzazione interiore aiuta quindi a risvegliare il potenziale interiore e a fornire ulteriore conoscenza del Se’ interiore.
  • Benefici
    In conclusione, lo Yoga Nidra è una pratica che può essere usata ampiamente nel mondo moderno per migliorare la qualità e la felicità della vita umana. E’ una tecnica semplice ed al contempo profonda, che ha indubbi benefici in diversi contesti, tanto che lo Yoga Nidra può essere utilizzato nei seguenti ambiti:
  1. Rilassamento
  2. Problemi psicologici
  3. Disturbi psicosomatici
  4. Sonno
  5. Ringiovanimento fisico e psicologico
  6. Esplorazione della mente e risveglio interiore
  7. Apprendimento, educazione ed intelligenza

 

yoga nidra

Allineamento Divino


La colonna vertebrale è la colonna della salute.
Ippocrate

L’Allineamento Divino è un tecnica di riequilibrio energetico della colonna vertebrale, tramite il quale si
risolvono le cause di conflitti psico-spirituali che si manifestano somaticamente come anomalie fisiche
(curvature e torsioni). In questo senso con l’Allineamento si consente alla forza vitale (prana) di scorrere
armoniosamente.

Il riallineamento è eseguito da un operatore olistico, che fa da canale energetico, e avviene in pochi
secondi senza alcun contatto fisico. L’Allineamento si riceve solo una volta nella vita.

Durante il processo:

  • vengono eliminate le posture errate dell’intero scheletro;
  • viene corretto il bacino, le gambe riacquistano la stessa lunghezza e le anche e le scapole si
    allineano.

Tutto ciò può essere verificato immediatamente tramite un preciso controllo delle misure prima e dopo il trattamento.

Perché la colonna vertebrale è così importante?

La colonna vertebrale è collegata al resto del corpo anche tramite punti riflessi, meridiani ed altri canali
energetici. I disturbi che interessano vari punti del rachide comportano anche problemi allo scorrere del
prana (energia vitale). Quando il bacino è inclinato, la colonna vertebrale si deforma di conseguenza e tutte le articolazioni del corpo sono sottoposte a carichi sbilanciati, di natura fisica ed energetica.

Purificazione


“Così come il cibo che scegliamo di mangiare nutre il nostro corpo fisico, allo stesso modo i pensieri, le emozioni, sono altrettanti nutrimenti per le parti sottili del nostro corpo.”

Dal punto di vista yogico, la “purificazione” (sauca) è un’attività che contempla tutti i livelli dell’essere: fisico, emotivo e spirituale.Dall’igiene all’alimentazione, dalla condotta sociale a quella intima e personale, è l’essere umano nella sua interezza a venire coinvolto nel processo evolutivo favorito dall pratiche dello Yoga.
Così come il cibo che scegliamo di mangiare nutre il nostro corpo fisico, allo stesso modo i pensieri, le emozioni, le parole che quotidianamente scegliamo di usare, gli atteggiamenti che coltiviamo rispetto alle sfide della vita, sono altrettanti nutrimenti per le parti sottili del nostro corpo.
In questo senso, sauca si riferisce sia alle tecniche fisiologiche di pulizia e a tutto ciò che favorisce l’essere in salute, sia ai processi di purificazione della mente.

Chakra


“Cerchio”, ” centro”, del corpo sottile. La fisiologia mistica dello Yoga tantrico individua sei centri di energia considerandoli altrettante sedi dell’energia cosmica e divina; a questi se ne aggiunge un settimo, che corrisponde secondo alcuni studiosi, alla sutura frontalis.

“Cerchio”, ” centro”, del corpo sottile. La fisiologia mistica dello Yoga tantrico individua sei centri di energia (che sono stati talora posti in relazione con i sei “plessi”), considerandoli altrettante sedi dell’energia cosmica e divina; a questi se ne aggiunge un settimo, che corrisponde secondo alcuni studiosi, alla sutura frontalis. I primi sei sono collocati lungo la colonna vertebrale – assimilata al mitico monte meru, asse dell’ universo – e sono sedi della Sakti, mentre il settimo, collocato al di sopra del capo, è sede di Siva.

Le principali fonti sanscrite sull’argomento, come la Hathayoga-pradipika, la Siva-samhita e lo Satcakra-nirupana, offrono un’ampia e dettagliata descrizione della raffigurazione simbolica

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Pranayama


Controllo del soffio vitale mediante un insieme di tecniche volte a modificare in vario modo i processi della respirazione.

Controllo (ayama) del soffio vitale (prana) mediante un insieme di tecniche volte a modificare in vario modo i processi della respirazione. Il Pranayama costituisce il quarto stadio dell’ottuplice Yoga di Patanjali e il secondo stadio dell’ hatha-yoga secondo la Hathayogapradipika, mentre nella Gheranda-samhita costituisce il quinto “adempimento” (sadhana). Esso presuppone un’ adeguata preparazione attraverso la rigorosa osservanza di norme etiche, di pratiche di purificazione e perfezionamento di sé, nonché la padronanza delle posture corporee (asana).

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